Caffè: breve storia della bevanda più amata al mondo
Venerdì 1 ottobre 2021 si festeggia la giornata internazionale del caffè, un prodotto diventato un vero e proprio punto cardine della nostra dieta.
Fino al XIX secolo, tuttavia, non era certo quale fosse il luogo di origine di questa pianta: tra le ipotesi più affidabili, si parlava di Etiopia, Persia e Yemen. Proprio quest’ultimo luogo, secondo il celebre manuale “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” di Pellegrino Artusi, viene suggerito come il più papabile.
Le leggende sulle sue origini comunque non mancano: da un gruppo di capre in Etiopia che, dopo aver mangiato le magiche bacche, se ne vagarono tutta la notte in preda a delle energie inaspettate, al misterioso intruglio bevuto da Maometto per rimettersi in forze dopo aver parlato con l’Arcangelo Gabriele. Un intruglio, a suo dire, creato dallo stesso Allah.
Che siano leggende o verità poco conta. Ciò che è sicuro, è che la pianta del caffè e la sua lavorazione hanno cambiato per sempre le abitudini e i consumi di milioni di persone.
L’Italia in particolare, ne ha fatto una vera e propria istituzione, servendolo in decine di modi diversi ed esaltandone il gusto ed il profumo.
Le specie di caffè maggiormente coltivate sono tre: Arabica, Robusta e Liberica, e differiscono tra loro per gusto, quantitativo di caffeina e adattabilità a climi e terreni, ma sono molte altre le specie create artificialmente dall’uomo. Ad oggi, il maggior esportatore è il Brasile, seguito da Vietnam ed Indonesia.
Ciò che questa bevanda rappresenta, a prescindere dai benefici più o meno confermati, va ben oltre l’aspetto puramente alimentare. Il momento del caffè significa per molti un momento di stacco, di riposo, di svago. Una routine quasi insostituibile per milioni di persone, che la rendono la bevanda più consumata al mondo dopo l’acqua. Un dato per certi versi incredibile ma allo stesso tempo scontato.
A livello economico il caffè si conferma uno dei settori trainanti, soprattutto per l’Italia, dove statisticamente 7 italiani su 10 lo consumano.
Da qualche anno a questa parte, inoltre, anche l’Italia è entrata nella ristretta cerchia dei paesi produttori di caffè: si tratta di un raccolto di Arabica, per circa 30 kg di varietà Bourbon e Catuai, situato nella Scuola del Caffè a San Lorenzo ai Colli, in Emilia Romagna. Un progetto di certo non facile, che impiegherà anni per assumere un’importanza commerciale di rilievo, che incorona il “bel Paese” come stato produttore più a nord del mondo: l’ennesimo vanto nel già ampio panorama gastronomico italiano.


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