Fave triestine: c’è chi dice che arrivino addirittura dall’antica Persia

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Sono i dolci più particolari del vasto panorama culinario triestino. Sono presenti ormai quasi dodici mesi all’anno ma è indubbio che rappresentino il prodotto gastronomico, per chi ama le delicatezze zuccherose, più tipico di questo periodo, considerando il loro intimo legame con le ricorrenze dedicate ai defunti.

Il riferimento, per chi non l’avesse capito, è alle fave, la prelibatezza per eccellenza di fine ottobre e inizio novembre, che ormai decora già da diverse settimane le vetrine delle classiche pasticcerie locali. Quelle che hanno data di nascita e tradizione che vanno a braccetto con l’Impero Austro-Ungarico e con quella Trieste “che fu”, tramandata dalla storia, quando il porto (franco e non solo) era lo scalo numero uno di Vienna, quando i traffici marittimi solcavano le acque di tutto il Mediterraneo ed il nostro territorio era in cima alla lista delle città più importanti del continente.

Altri tempi; belli, per i nostalgici degli Asburgo, un po’ meno per la Trieste legata più indissolubilmente a Roma. Ma non ci addentreremo certo nei meandri della storia né tantomeno della politica. Ciò che invece ci piace sottolineare in questa sede è il radicamento della nostra terra con i porti più importanti dell’Europa meridionale e del Medio Oriente. La leggenda collega infatti le fave addirittura alle leguminose utilizzate nell’antica Persia e nel continente africano per veicolare le anime dei morti. E proprio da qui deriva il trait d’union con la ricorrenza del 2 novembre. Difficile ritenere che siano arrivate nella Venezia Giulia attraverso lo Scià, ma la tradizione triestina le propone proprio durante queste festività autunnali.

foto da “Sircelli”

Nelle fave si trovano le mandorle (come in Sicilia!), ed anche questo testimonia l’eterogeneità della gastronomia giuliana: come uvette, pinoli ed altri ingredienti mediterranei, arrivarono a Trieste nei secoli scorsi grazie alle navi greche che sbarcavano nel porto più importante dell’Impero Asburgico.

Ellenismo, l’attuale Iran e l’influenza ebraica nel presnitz: Trieste caput mundi, verrebbe da dire, anche grazie alla sua cucina.


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