Caldarroste, irresistibile profumo d’autunno
L’autunno è una stagione piena di sapori e colori diversi, prodotti stagionali ed usanze che sono entrate di diritto nella cultura popolare.
Uno dei cibi più rappresentativi, in questo senso, sono le Caldarroste, molto diffuse lungo tutta la zona mediterranea, in particolare in Italia, Spagna e Turchia
Le caldarroste sono le mitiche castagne arrostite, solitamente in una padella bucherellata, che vengono spesso e volentieri vendute nel contesto di sagre e feste popolari da vari venditori ambulanti, i quali, spostandosi per le vie della città, disseminano un odore unico.
La loro preparazione è molto semplice: dopo la raccolta, le castagne vanno fatte asciugare per qualche giorno. Solo successivamente è necessario “castrare” il frutto, ovvero applicare un piccolo taglio al centro per evitare che la castagna esploda durante la cottura.

Per quanto riguarda appunto la cottura, ci sono pochi e semplici segreti. Questa non deve durare più di 20/30 minuti, ma è preferibile non farla durare più di 15 minuti. Una cottura su un fuoco intenso, infatti, garantisce una caldarrosta perfetta, che dovrà poi essere fatta riposare in un’altra padella o in degli stracci per completare la cottura con il proprio calore. Al contrario, una cottura eccessivamente lunga rischia di rendere il frutto molle o addirittura rinsecchito.
Caldarroste a parte, la castagna è un frutto davvero ricco e nutriente, che si differenzia per vari motivi dai suoi simili, innanzitutto per le sua bassissima concentrazione di lipidi e, al tempo stesso, l’alto apporto di carboidrati. Non a caso, la castagna veniva anche chiamata “il pane dei poveri”, visto che da essa si può ricavare un’ottima farina con la quale preparare la polenta, il castagnaccio, le frittelle e altre svariate tipologie di dolci.
La presenza di amido e fibre, inoltre, la rende un alimento estremamente sano ed utile per prevenire parecchi disturbi all’apparato gastrointenstinale, nonché un efficace rimedio contro il colesterolo alto. L’alta concentrazione di potassio poi, favorisce il controllo della pressione arteriosa.
Fortunatamente, l’Italia gode di fitti boschi di castagno lungo tutto il territorio, da nord a sud, anche se i maggiori produttori restano per distacco Piemonte, Toscana e Campania. Per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia, la tradizione vuole che durante il mese di novembre questo frutto venga consumato in abbondanza, ancor meglio se abbinato ad un vino bianco tipico della zona come la ribolla gialla, perfetto per il suo sapore fruttato.
Lascia un commento